“L´Italia sarà un Paese in declino se non vincerà la battaglia sull´indicazione dell´origine nelle etichette dell´olio extravergine. Serve una sana lobby e una presenza costante a Bruxelles per intervenire con maggiore incisività sui processi decisionali in ambito europeo”, sottolinea da tempo il presidente della Unasco, Elia Fiorillo.
“Purtroppo – ha detto Fiorillo - finora ci siamo concentrati troppo sul territorio italiano, anche con lodevoli iniziative di raccolta firme per la trasparenza della provenienza, ma l´Italia non è riuscita a far da traino nel dibattito comunitario con gli altri Paesi a vocazione olivicola”.
Sollecitando un piano di settore per programmare un futuro all´olivicoltura italiana, il presidente di Unasco ha sottolineato il patrimonio di 350 varietà di ulivi detenuto in esclusiva dall´Italia con grande scarto rispetto a Paesi concorrenti, quali la Spagna che ha solo 14 cultivar. “Una diversità che va esaltata come strategia commerciale - ha ricordato infine Fiorillo - ma anche nelle informazioni ai consumatori che richiedono, in tutto il mondo, sempre più olio di alta qualità”.
Questi temi saranno affrontati domani alla convention di Unasco Scarl sull´olivicoltura italiana all´Ambasciatori Palace Hotel, ore 9,30.
Numerosi i partecipanti: Carmelo Vazzana, vicepresidente Unasco; Marino Melisano, vice presidente Altroconsumo; Zeffirino Monini, presidente Monini spa; Claudio Ranzani, direttore generale Assitol; Gennaro Forcella, presidente Federolio; Paolo De Carolis, presidente interprofessione olio di oliva; Francesco Verrascina, vicepresidente della Copagri; Salvatore Petroli, direttore generale trasformazione agroalimentare e dei mercati. Concluderà i lavori Elia Fiorillo, presidente Unasco.